Cronologia Storica

1925

L’idea nasce in uno degli hôtel più belli del mondo. Maestoso, affascinante, immerso nel lago di Como poco dopo il centro di Cernobbio, il Villa d’Este è albergo di charme fra i più celebrati, a lungo dimora e rifugio della grande aristocrazia europea. Lì il conte Alberto Bellinzaghi Locatelli e il dottor Guglielmo Dombrè, con altri amici, accarezzano il progetto di realizzare uno dei primi golf italiani. Azionisti del meraviglioso albergo, hanno il progetto chiaro in mente ma, per motivi di spazio, il campo non può sorgere accanto al Villa d’Este.Dopo un vano tentativo nel 1924 di trovare a Cernobbio un terreno adatto, la ricerca del luogo ideale li porta a una quindicina di chilometri di distanza, fino al piccolo lago di Montorfano. In mezzo a un bosco di trentamila alberi l’idea prende corpo. In Italia in quel momento esistevano solo sei campi: erano l’Acquasanta di Roma (1903), Menaggio (1907), Bogliaco (1912), Campo Carlo Magno a Madonna di Campiglio e Claviere (1923), l’Alpino di Stresa (1924). Ma i ricchi americani, che amavano tanto i laghi italiani, a golf ci giocavano parecchio e continuavano a stupirsi come, vicino a un seducente capolavoro quale era l’hotel Villa d’Este, non ci fosse un percorso destinato al loro passatempo preferito.

L’8 luglio 1925 il consiglio di amministrazione dell’albergo nomina un comitato che si deve occupare della costruzione del campo. Bellinzaghi è il presidente, affiancato da Dombrè nel ruolo di commissario sportivo e da Amerigo Ponti quale tesoriere. A ottobre viene confermato il terreno in località Monte Orfano e poco dopo viene anche scelto chi dirigerà i lavori.

L’architetto designato è James Peter Gannon, gran giocatore di golf. Nono figlio di irlandesi emigrati a Buenos Aires, tornò in Europa all’inizio del ’900 e venne ordinato prete, a Londra. Assunto come direttore nel club più antico della Svizzera, a St Moritz, decise poi di mettere da parte la tonaca. Si sposò e iniziò a disegnare campi di golf. L’Italia lo adottò subito e alla sua matita si devono gli splendidi percorsi di Milano, Courmayeur, Firenze Ugolino, Sanremo e Varese. Il suo primo progetto nel nostro Paese fu però proprio il Villa d’Este Country Club.

1926

Il Comitato inizia a cercare proseliti in tutta la Lombardia. A fronte di un contributo con carature di 500 lire, chi sottoscriverà l’impegno potrà fregiarsi del titolo di “socio fondatore perpetuo”. Sommate alle entrate economiche più rilevanti, effettuate dal ristretto gruppo dei fondatori, le quote portano il totale raccolto a 110.000 lire, capitale sufficiente per far partire i lavori. Con i consigli di Gannon e del suo socio, il maggiore Cecil Blanford, i soci cercano di venire a capo del non facile intrico di terreni e di concessioni, mentre nel frattempo si cominciano a modellare le prime buche.

Il campo viene inaugurato nel mese di ottobre e subito chiede l’affiliazione alla Associazione Golf Italiana, che stava nascendo in quel periodo. Presidente del Circolo ai suoi albori è il già citato Alberto Bellinzaghi Locatelli, che rimane in carica fino al 1936.

1928 - 1932

Dopo le prime tre all’Alpino di Stresa, Villa d’Este accoglie la quarta edizione dell’Open d’Italia, che allora si chiamava Campionato Internazionale Omnium. È il francese August Boyer a imporsi. Già vincitore nel 1926 all’Alpino, Boyer vince anche nel 1930 e 1931 ed è secondo nel 1929 dietro Golias e nel 1932 alle spalle di Boomer, a riprova del suo grande feeling per Villa d’Este.

Il 1932 è anche l’anno dei primi Campionati Internazionali Dilettanti d’Italia. Li vinse l’inglese Dewiel, che ebbe la meglio sull’italiano Crivelli. In quel periodo si perfeziona la costruzione della clubhouse, realizzata in sincronia con il campo dall’architetto Giuseppe Bergomi, fra i sottoscrittori delle carature per il primo finanziamento del club. Primo greenkeeper ufficiale del Circolo è Pietro Giannotti, che inizia il suo lavoro nel 1926 e lo continuerà fino al 1959.

1933

Gli Internazionali si trasferiscono a Roma, ma in compenso parte la prima edizione della Targa d’Oro, altra gara di grande prestigio per dilettanti, che continuerà a essere disputata fino al 2001. Segretario onorario di Villa d’Este è Guglielmo “Willy” Dombrè, grande ispiratore di tutta l’attività agonistica dell’epoca, che inventa due periodi ricchi di gare, lo Spring Meeting in maggio e l’Autumn Meeting fra settembre e ottobre.

1934

Per la prima volta arrivano a Villa d’Este i Campionati Internazionali femminili, che erano nati nel 1928. A Montorfano ne verranno disputate in totale 39 edizioni e 12 le vincerà Isa Bevione Goldschmid, forse la più grande giocatrice azzurra di sempre. Sono anni pieni di fermento, con l’Italia in era coloniale, anche se qualche nota dissonante lascia intravedere i primi problemi a livello internazionale. Il Grand Hotel Villa d’Este è comunque sulla cresta dell’onda e il suo successo traina anche quello del Circolo, che continua a crescere e ad affermarsi.

1936

Primo cambio al timone del Circolo. Ettore Conti succede ad Alberto Bellinzaghi Locatelli e diventa il secondo presidente di Villa d’Este.

1937

Torna a Villa d’Este il Campionato Internazionale Dilettanti maschile. Il successo stavolta è italiano, con Luzzato che riesce ad avere la meglio su Hamilton. Poi la serie degli appuntamenti si ferma e tutto si aggiornerà al dopoguerra.

1938

È l’anno del sesto Open d’Italia, l’ultimo prima della sospensione per la II Guerra Mondiale. Lo vince Van Donck davanti a Travaini. Sulla manifestazione più importante del nostro golf, però, cala il sipario e non verrà disputatta fino al 1947. Villa d’Este attraversa non senza difficoltà il periodo bellico, venendo addirittura utilizzata per ospitare un battaglione della X Mas della Repubblica di Salò.

1946

Superato la terribile parentesi della guerra, Villa d’Este cerca con non poca fatica di riprendere il suo noto livello di splendore. Camillo Livi diventa presidente al posto di Ettore Conti e guiderà il club per ben 26 anni, fino al 1972.


1950

Il segretario Willy Dombrè e il neo presidente Camillo Livi riescono a riportare in vita il periodo d’oro del Circolo, grazie all’ingresso di nuovi soci e di due giovani signore, che diventeranno ben presto notissime nell’ambiente internazionale: Rosanna Bergamo e Vanda Rosa. Fin dalla fondazione Villa d’Este era riuscito ad attrarre teste coronate e nobili, che negli anni a cavallo della II Guerra Mondiale e i primi ’60 frequentano le buche di Montorfano. Fra questi Leopoldo del Belgio e la consorte Liliana de Rethy, il figlio Baldovino, futuro monarca, Edoardo VII d’Inghilterra in compagnia della sua Wally Simpson, Alfonso XIII di Spagna, Costantino di Grecia.

1953

Il club festeggia la costituzione dell’Associazione dei Golfisti Seniores, la più antica d’Italia, e i rappresentanti di Villa d’Este si faranno valere, in Italia e in Europa sia a livello individuale che nelle competizioni a squadre. Ai grandi nobili che hanno firmato il libro con le presenze d’onore del Circolo si sostituiscono adesso grandi capitani d’industria, artisti e personaggi famosi come Clark Gable, Bing Crosby e Gregory Peck che, come vedremo più avanti, animeranno con la loro presenza le cronache di Villa d’Este.

1956

Al traguardo dei 30 anni, il Circolo arriva in buona forma sotto la guida di Camillo Livi. In Italia il golf è però ancora conosciuto e praticato da una ristrettissima élite. A quella data, i giocatori non toccano quota 2.000 e i campi aperti sono solo 19, quasi tutti, con poche eccezioni, nel nord del paese.

1957

L'Open d'Italia torna a Villa d'Este. Vince il sudafricano Henning con 273 colpi davanti al francese Cotton. Isa Goldschmid vince gli Internazionali femminili nel 1957 e 58 sconfiggendo in finale Vanda Rosa, che però si rifà l'anno successivo superando la Settimo. La socia, che spesso organizza ricevimenti e feste nella propria villa di Moltrasio, diventa una della maggiori esponenti del Circolo portando il nome di Villa d'Este in Italia e in Europa. È protagonista per 12 anni, insieme a Tidi Pinto, Lilli Livi e Paolina Cobianchi, degli incontri ufficiali a squadre del Circolo e, nel 1965, bissa la vittoria agli Internazionali superando, nell'anno dell'addio alle competizioni, proprio la Goldschmid.

1958

A maggio, Alfonso Angelini abbassa il record del campo fissandolo in 62 colpi. Il professionista, uno dei “tre moschettieri” che ha dominato la scena del golf nostrano, viene invitato nel realizzare l'impresa da re Leopoldo del Belgio e la principessa Liliane, due affezionati frequentatori del Circolo, durante una cena. Il giorno seguente Angelini realizza l'impresa e i reali, per ringraziarlo dello spettacolo, gli fanno recapitare una Alfa Giulietta fiammante.

1959

Ritorna a Villa d'Este, per l'undicesima volta, la più importante manifestazione del golf professionista nostrano: l'Open d'Italia. Angelini è uno dei protagonisti assoluti ma conquista l'ennesimo secondo posto, questa volta alle spalle di Thomson, che lo supera proprio all'ultima buca.

Agli Internazionali si mettono in luce il giovane Lorenzo Silva e Alberto Schiaffino, all'esordio sul percorso di Montorfano. Sul campo, tocca a Sandro Giannotti sostituire Pietro nel ruolo fondamentale di greenkeeper, che conserverà fino al 1995.

1960

Oltre agli Internazionali maschili e femminile, si giocano due gare mai ospitate prima: il Campionato nazionale dilettanti a squadre di prima categoria e il Campionato nazionale femminile a squadre. Nella sfida maschile i dilettanti di Villa d'Este vincono superando Roma, mentre in campo femminile è il Circolo capitolino a prendersi la rivincita sulla squadra di casa.

1961

Gli ospiti “reali” continuano a varcare i cancelli del Circolo. I giornalisti invadono il Circolo per l'arrivo di Edoardo VIII, noto come il duca di Windsor, che, seppur non più sovrano dal 1936, anno della sua abdicazione, fa sempre molto parlare di sé. La visita finisce su tutti i giornali e trasmissioni TV. Dal 22 al 27 settembre il Circolo si mobilita per ospitare la seconda edizione del Campionato d'Europa per signore a squadre.

I francesi bissano il successo di due anni prima ottenuto a Colonia e la squadra azzurra, composta da Vanda Rosa, Rosanna Bergamo, Isa Goldschmid e Paola Cobianchi, deve accontentarsi del secondo posto.

1962

Inizia l’avventura di una delle figure più legate alla lunga e gloriosa storia di Villa d’Este, Sergio Arcellaschi, storico caddie master del Circolo. La sua inconfondibile immagine, il suo immancabile sorriso e il suo stile sobrio ed elegante ne hanno fatto un’icona del Circolo e il punto di riferimento di molte generazioni. Nel 2015, dopo ben 53 anni consecutivi di servizio, ha lasciato l’attività prima di ricevere dal presidente Walter Ragazzi la tessera di socio onorario in riconoscenza di oltre un secolo di dedizione a Villa d’Este.

1963

I grandi nomi dello spettacolo continuano ad arrivare al Circolo. Varca i cancelli anche Harry Lillis “Bing” Crosby, star mondiale del mondo del cinema. Il popolare attore e cantante americano ama il golf e Villa d'Este. Dopo le partite, a fianco della spalla Ugo Grappasonni, Crosby si intrattiene spesso in clubhouse per giocare a carte oppure si reca all'Isola Comacina.

1964

Arriva al Circolo l'assegnazione di un'altra gara mai giocata sui propri fairway. Si tratta del Campionato nazionale femminile foursome vinto dalla Goldschmid in coppia con Silva, mentre Lorenzo Silva e Alberto Schiaffino vincono l'edizione maschile. Il presidente Camillo Livi decide di migliorare la segnaletica che indica il Circolo e di dare ancora maggior lustro alla Coppa del presidente, facendo creare a Giorgio Guanziroli il nuovo trofeo con un modello “principe di Piemonte”.

1965

Il fascino di Villa d'Este passa di bocca in bocca nel mondo del cinema portando a Montorfano anche Gregory Peck. L'amore dell'attore per l'Italia, Oscar nel 1961 con “Il buio oltre la siepe”, è evidente così come quello per il Circolo e Veronique Pasini, che a Villa d'Este è segretaria, giornalista e biografa. I due convolano a nozze dopo pochi mesi e il protagonista di “Vacanze Romane” diventa un abitué del Grand Hotel di Cernobbio e del golf club. Il 1965 segna l'addio alle competizioni di Vanda Rosa che, divenuta mamma, si toglie la soddisfazione di vincere il secondo titolo agli Internazionali davanti alla Goldschmid.

1966

Il grande Ugo Grappasonni lascia Villa d’Este e il suo posto di head pro viene preso da Giancarlo Frigerio, entrato al Circolo a 13 anni come caddie, curiosamente lo stesso anno in cui Grappasonni giunse a Montofrano, e cioè nel 1947. Passato professionista nel 1961, Frigerio è stata una delle colonne di Villa d’Este per oltre cinquant’anni. Tre dei suoi quattro figli, Luca, Andrea e Alessandro, hanno seguito le sue orme diventando professionisti e dedicandosi con la stessa passione e dedizione del padre all’insegnamento. Alessandro ha raccolto oggi l’eredità di Giancarlo e guida la Green Academy del Circolo, continuando la grande tradizione dei Frigerio a Villa d’Este.

1967

Un anno dopo l’uscita di scena di Ugo Grappasonnni, entra a far parte dei maestri del Circolo un’altra figura pronta a lasciare il segno e proseguire la grande tradizione dei pro di Villa d’Este. Pietro Molteni, classe 1950, di Montorfano, entra per la prima volta al golf a soli 11 anni, anche lui come tutti cercando fortuna come caddie, ma sognando di diventare un giorno un giocatore di torneo. Così la sua vita professionale si divide tra le lezioni fornite a tanti allievi a Villa d’Este e i campi dei più prestigiosi circuiti internazionali. Per anni frequentatore del Sunshine Tour, il circuito sudafricano, e dell’European Tour, ottiene nel 1982 un secondo posto in coppia con Baldovino Dassù nella prestigiosa World Cup. Tanti i titoli presenti nel suo palmarès tra cui il Cerruti Open di Rapallo e in epoca più recente il Campionato Seniores e quello Maestri, oltre al terzo posto nel Senior Open di Venezia nel 2006.

1972

Ultimo appuntamento per l'Open d'Italia a Villa d'Este. Con dodici edizioni ospitate, il Circolo di Montorfano è il palcoscenico dove maggiormente si è visto il “film” della più importante gara del golf professionistico nostrano. Vince Wood davanti a Huggett con Alberto Croce che sale sul terzo gradino del podio. Intanto Alberto Schiaffino si impone per la seconda volta negli Internazionali. Il 1972 però segna un grande cambiamento nella storia del Circolo. Dopo 26 anni di presidenza Camillo Livi cede le redini del Circolo all'imprenditore milanese Leopoldo Varasi. In parallelo, cambia anche la segreteria del Circolo, che viene affidata a Luigi Rota Caremoli. Il neopresidente fa cambiare radicalmente la rotta al Circolo traghettandolo verso l'indipendenza dall'Hotel Villa d'Este e il pareggio di bilancio, grazie all'allargamento del numero dei soci, sino ad allora fissato in un massimo di 150.

1975

Villa d'Este è spettatore della splendida prestazione di Federica Dassù al campionato nazionale femminile juniores. La giovane toscana diventerà la prima professionista italiana ad avventurarsi all'estero.

1976

Arriva anche l’importante traguardo dei 50 anni. In quell’anno i campi da golf italiani affiliati alla Federazione invece si fermano a quota 49, con poco più di diecimila iscritti. Il Circolo ospita l'edizione maschile del campionato nazionale junior dopo il successo dell'edizione femminile dell'anno precedente. La gara si conferma il palcoscenico per i protagonisti del golf nazionale. Si mettono in luce Stefano Betti e Carlo Alberto Acutis.

1977

Coincide con l'avvento del Campionato Nazionale femminile seniores vinto da Mara Tardini su Lia Ginetta. Il Circolo cambia proprietà. Il gruppo Palmolive acquista il percorso e un'area adiacente di 270mila metri quadri dall'Hotel Villa d'Este. Il gruppo multinazionale è determinato a entrare nel mercato degli articoli sportivi e vorrebbe realizzare altre 9 buche portando il campo a 27, progetto peraltro mai realizzato.

1978

Marco Durante, genovese cresciuto golfisticamente a Villa d'Este, supera Patty Croze e Federico Lang negli Internazionali, cedendo solo a Taya in finale.

1979

Prosegue l'opera di Varasi verso il pareggio di bilancio. Viene rinfrescata l'immagine del Circolo per attirare nuovi soci e il presidente riceve al Coni, dalle mani di Franco Carraro, la Stella d'Oro, uno dei più importanti riconoscimenti al merito concessi a un sodalizio sportivo.


1981

È un anno che segna uno dei più importanti cambiamenti nel Circolo. Dopo nove stagioni alla guida del club, il presidente Leopoldo Varasi convince i soci ad acquistare il Circolo dalla Colgate-Palmolive. Il 1° giugno, con un'assemblea straordinaria i soci che sottoscrivono le carature della Immobiliare Bosco di Montorfano Spa, acquistano l'intera proprietà divenendo, dopo 55 anni di storia, proprietari del club.

1982

Marco Durante domina la Targa d'oro consacrandosi uno dei più forti giocatori dilettanti italiani. Il Circolo, divenuto di proprietà dei soci l'anno precedente, avvia i lavori di ristrutturazione della clubhouse e completa l'impianto d'irrigazione automatico.

1983

Un giovane di belle speranze vince gli Internazionali. Si tratta di Josè Maria Olazabal che raccoglie l'eredità di Seve Ballesteros. Esplode golfisticamente quell’anno uno dei giocatori più rappresentativi del Circolo nell’epoca moderna, Mario Aragnetti, vincitore, finalista e semifinalista di numerose competizioni nazionali e internazionali a livello amateur per un decennio. Tra i suoi titoli più prestigiosi spiccano quelli del 1990, in cui si impose nei Campionati Universitari a Squadre e nel Campionato Nazionale Match Play a Venezia. Membro della squadra di Villa d’Este per molti anni, ha contribuito personalmente alla vittoria del team del Circolo nei Campionati di A2 del 1990 e del 1992.

1985

Lo spagnolo Olazabal scrive per la seconda volta il proprio nome nell'albo d'oro degli Internazionali, che si confermano una gara di livello straordinario e vetrina per i futuri campioni. Intanto Marco Durante conquista la sua seconda Targa d'oro.

Un’altra delle storiche figure di Villa d’Este, Giovanni Ciprandi, inizia il suo lungo rapporto di collaborazione in qualità di maestro. Ciprandi nasce golfisticamente sotto la guida di Giancarlo Frigerio e come lui arriva al club da giovanissimo, a 13 anni, in qualità di caddie. Comasco, passa professionista proprio nel 1985 e si affianca così a Frigerio specializzandosi nell’insegnamento ai giovani. Dal 2014 in compagnia di Alessandro Frigerio, figlio di Giancarlo, gestisce la Green Academy continuando la sua ultra trentennale attività nella crescita e nella formazione di nuovi golfisti.

1986

Arriva il traguardo di 60 anni di storia. Il calendario gare conta ben 86 manifestazioni. La Pro Am internazionale IdeaComo-Golf Villa d'Este vede arrivare sui fairway del Circolo il celebre Sam Torrance, protagonista sul tour e capitano di Ryder Cup.

1987

A imporsi nei Campionati Internazionali Dilettanti è un giovane elvetico di belle speranze, Paolo Quirici. Passato professionista nel 1988 dopo una brillante carriera amateur, ha giocato oltre dieci anni sul circuito europeo dove vanta come miglior piazzamento un secondo posto nel The Sarazen World Open al PGA Golf de Catalunya nel 1999, oltre a due titoli conquistati sul Challenge Tour.

1988

Villa d’Este ha visto passare sui suoi fairway in novant’anni di storia illustri personaggi del mondo dell’imprenditoria, dello sport e della politica, oltre che attori affermati. Alla fine degli anni ’80, molti calciatori del Milan si avvicinano al golf grazie all’amicizia con alcuni soci del Circolo e iniziano a frequentare assiduamente Villa d’Este. Rud Gullit, Marco Van Basten, Roberto Donadoni, Daniele Massaro, Zvone Boban e Andry Shevchenko sono solo alcuni dei grandi campioni che si innamorano del gioco, incantati dalla magia del Circolo, che diventa una vera e propria seconda casa.

1990

L’anno segna uno spartiacque nella storia del Circolo. Il 13 luglio muore il presidente Leopoldo Varasi, in carica dal 1972, grande condottiero pari solo al suo predecessore, Camillo Livi, che guidò il club per 26 anni. A settembre viene eletto Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco, amministratore delegato del gruppo Pirelli. Negli Internazionali Dilettanti storica doppietta per l’Italia che si impone sia nel campionato maschile che nel femminile con Mario Tadini e Caterina Quintarelli.

Solo pochi mesi dopo la sua elezione, Tronchetti Provera deve affrontare uno dei capitoli più drammatici della storia del Circolo. Nella notte tra l’8 e il 9 dicembre un violento incendio cancella una delle più affascinanti e prestigiose clubhouse al mondo e si porta via trofei, quadri, mobili e arredi. “Ricostruiremo tutto come prima, anzi meglio di prima” - furono le prime parole del presidente il giorno dopo il tragico evento. In meno di due anni, grazie allo sforzo congiunto di tutti, la clubhouse fu ricostruita e aperta a soci e visitatori, mantenendo fede a quello stile unico, d’ispirazione tipicamente britannica, che aveva creato negli anni la sua inimitabile leggenda.

1995

Alessandro Frigerio, uno dei quattro figli di Giancarlo, storico maestro di Villa d’Este, vince a Croara il Campionato Nazionale Cadetti. Dopo una brillante carriera amateur passa al professionismo. Da qualche anno ha raccolto l’eredità del padre Giancarlo e, tornato a Villa d’Este, ha fondato nel 2014 la Green Academy con Giovanni Ciprandi. Con loro nella gestione della scuola collabora anche il pro Francesco Milan. Nuovo greenkeeper del Circolo è Giuseppe Picariello, tuttora responsabile del tappeto erboso di Villa d’Este, che prende il posto di Sandro Giannotti.

1996

Villa d’Este ha tenuto a battesimo alcuni dei più grandi nomi della storia del golf tra cui spicca anche quello di Henrik Stenson, vincitore nel 2016 dell’Open Championship al Royal Troon. Lo svedese, venti anni prima del major britannico, conquista uno dei suoi successi più prestigiosi da amateur negli Internazionali d’Italia Dilettanti, battendo in finale l’olandese Robert Derksen. Celebre il suo tuffo nel lago della buca 15 subito dopo la vittoria. Quello stesso anno la squadra seniores di Villa d’Este, composta da Gianclaudio Manetti, Giovanni Limonta, Sergio Pezzoni e Rino Pozzi, si classifica seconda nel Campionato Nazionale Seniores a Cervia. Grande è sempre stata la tradizione dei seniores di Villa d’Este, protagonisti di molti importanti successi a livello nazionale e internazionale: Gianclaudio Manetti ha fatto parte nel 1996 della squadra italiana vincitrice dei Campionati Europei a Squadre, Mario Molteni è stato cinque volte componente della rappresentativa nazionale e vanta due vittorie, in Spagna nel 2004 e in Francia nel 2005, oltre che quella prestigiosa nel Campionato Nazionale Seniores Medal a Rapallo nel 2003.

1998

Il 28 e 29 agosto Villa d’Este ospita il prestigioso St Andrews Trophy, la Ryder Cup amateur nata nel 1956 e che oppone una squadra europea a quella formata da giocatori di Gran Bretagna e Irlanda, e il Jacques Leglise Trophy, competizione simile alla prima ma riservata agli under 18. Nei team spiccano due nomi che faranno poi la storia del golf professionistico degli ultimi anni, Henrik Stenson e Luke Donald. L’Europa batte Gran Bretagna e Irlanda, terza vittoria del team continentale dal 1956. Nel Jacques Leglise Trophy il successo va invece ai britannici. Tra gli europei giocano tre azzurri che faranno parlare di sé in futuro, Stefano Reale, Roberto Paolillo ed Edoardo Molinari. Nello stesso anno Gregory Molteni, figlio di uno storico maestro del Circolo, Pietro, vince il Campionato Nazionale Cadetti a Torino, primo di una lunga striscia di successi a livello amateur.

Vincitore del Campionato della PGAI a Bergamo nel 2004 e dell’Omnium a Margara nel 2005, ha giocato nell’European, nel Challenge e nell’Alps Tour e vanta come miglior piazzamento un 3° posto nel Challenge de España nel 2008. Nel 2007 vince il Campionato di Doppio della PGAI in coppia con Marco Soffietti.


2002

Renzo Gerosa, Mario Molteni, Giovanni Limonta e PierGiuseppe Bellotti si portano a casa il 1° netto nel Campionato Nazionale Seniores al Golf Club Milano. Una tradizione di successo che il Circolo vanta ormai da molti anni confermata dai tanti titoli ottenuti dai suoi soci in Italia e all’estero.

2003

La storia della Segreteria di Villa d'Este è costellata di molti nomi eccellenti, professionisti accomunati da una grande passione per il golf e per il Circolo, che va ben oltre le abituali mansioni quotidiane. L’ultimo in ordine di tempo a ricoprire questo prestigioso ruolo è Andrea Contigiani, in carica dal 2003, oggi coadiuvato da Ivan Noseda, Andrea Tessitore e Federica Chiodi. Della lunga lista nei novant’anni di vita del Circolo fanno parte nell’epoca più recente Luigi Rota Caremoli (dal 1971 al 1994), Andrea Agliati (dal 1993 al 1996), Candido Besso (dal 1996 al 1997), Ivaldo Giambisi (dal 1997 al 1998) e Gianluigi Orecchioni (dal 1998 al 2002).

2004

Nasce il Challenge Gleneagles-Villa d’Este, evento tra due grandi circoli del golf mondiale che intrecciano tra di loro numerose tradizioni e anniversari. Si gioca alternando la sede di gara con formula medal e team composti da tre uomini e una donna, in quello che è diventato un classico del calendario agonistico di entrambi i club.

2006

A maggio Tronchetti Provera lascia la presidenza del Circolo dopo 16 anni. Gli succede Giancarlo Rizzani, commercialista milanese e socio dal 1972, più volte revisore dei conti e membro del consiglio direttivo del Circolo come tesoriere dal 2002. L’obiettivo del suo mandato è quello di traghettare Villa d’Este in una nuova epoca, mantenendo alto il patrimonio golfistico del Circolo e il livello dei suoi servizi, ma adattandolo sempre più a un golf in continua evoluzione. Risultato che riesce a ottenere brillantemente.

Il 2006 è anche un anno speciale per il club, che compie 80 anni e tra i grandi eventi che caratterizzano la stagione spicca il Telecom Skin Game dell’11 settembre a cui prendono parte Costantino Rocca, Emanuele Canonica, Edoardo e Francesco Molinari, quest’ultimo fresco vincitore a Tolcinasco dell’Open d’Italia. Al termine delle 18 buche si impongono Edoardo Molinari e Canonica e parte dei ricavati viene devoluto in beneficenza all’Associazione “Un birdie per la Vita”. La settimana successiva, dal 13 al 17 settembre, va in scena l’85esima edizione dei Campionati Internazionali d’Italia Dilettanti, vinta dall’inglese Jason Palmer 3/2 in finale sullo svedese Nils Floren. L’azzurro Niccolò Quintarelli arriva sino ai quarti, eliminato proprio da Palmer. Nella qualifica medal l’inglese James Morrison firma il nuovo record del campo con 62 colpi .

2011

Villa d’Este viene premiato dalla Federgolf con il riconoscimento “Impegnati nel Verde” nella categoria ‘Acqua’, risultando uno dei campi a 18 buche con il più basso consumo in Italia.

2013

Villa d’Este ospita per la 57esima volta (e per ora ultima) i Campionati Internazionali d’Italia Dilettanti Maschili (42 invece sono le edizioni femminili giocate al Circolo di Montorfano). Federico Zucchetti supera nella finale su 36 buche un altro azzurro, Jacopo Jori per 6/5. Si tratta della seconda vittoria italiana consecutiva dopo quella di Francesco Testa nel 2012, e la 32ª di un nostro portacolori da quando è nato il torneo nel 1905.

2014

Dopo otto anni Giancarlo Rizzani cede il comando del Circolo a Walter Ragazzi, imprenditore comasco e socio fin dagli anni ’70, che aveva ricoperto varie cariche sociali sino a quella di vicepresidente. Al nuovo presidente e al suo consiglio il compito di guidare il Circolo a un passaggio generazionale. Un occhio quindi al passato ma due, ben fissi, verso il domani: questo è il nuovo spirito che ormai da qualche anno contraddistingue la vita sociale di Villa d’Este. “La tradizione è una parte importante del nostro dna - ha dichiarato Ragazzi - la qualità dei servizi è e deve continuare a essere un elemento determinante e irrinunciabile. Ma c’è bisogno di una gestione oculata, al passo con i tempi che viviamo, e che parallelamente guardi ai giovani, lavorando nello sviluppo di una nuova compagine sociale, quella che permetterà a Villa d’Este molti altri decenni di vita e di successi”.

2015

Arriva un altro importante riconoscimento, la prestigiosa certificazione internazionale ambientale GEO, che premia i circoli in grado di distinguersi per una gestione ecosostenibile del loro percorso, nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema di cui fanno parte, titolo conseguito in Italia da soli altri sette club.

2016

Villa d’Este compie novant’anni e i festeggiamenti voluti per celebrare l’importante appuntamento sono in linea con la nuova filosofia del Circolo voluta dal presidente Ragazzi e dal suo consiglio: tradizione e progresso. Lo speciale programma si è aperto il 25 aprile con il Memorial Teodoro Soldati, evento fortemente voluto per ricordare uno dei giovani più promettenti del nostro golf prematuramente scomparso nel 2015, una giornata che ha visto la partecipazione di tutti i migliori amateur nazionali nonché di tanti amici dell’ex azzurro. Pochi giorni dopo, il 28 aprile, i fairway di Montorfano hanno ospitato i Campionati Nazionali Match Play-Trofeo Giuseppe Silva, altra gara di cartello del panorama golfisico italiano. Giugno è stato il mese clou dei festeggiamenti: si è iniziato l’11 e il 12 con la Coppa del Presidente, poi il 18 è stata la volta del 90° Anniversary, l’evento celebrativo principale, con gara e cena di gala tra soci e invitati speciali. Il 21 giugno il Circolo ha invece ospitato l’Invitational Rolex - Gioielleria Colombo, prima di chiudere il 30 con una divertente gara notturna. Degna conclusione dell’intenso programma la Pro Am del 90° by Green Golf Academy, disputata il 19 settembre con in campo molti rinomati professionisti e celebrità del mondo dello sport, dello spettacolo e dell’imprenditoria accorsi a Montorfano per festeggiare una leggenda del golf italiano.